Birmania, Bagan, agosto 2007
Non ricordo il nome di questa pagoda. Ricordo che era nel villaggio dove si trovano i laboratori della cera lacca. Ricordo che il Buddha dell'ingresso principale era così grande che la pagoda pareva essergli stata costruita addosso e che lui fosse lì da prima. Ricordo che c'era un segreto nel sorriso del Buddha, che a guardarlo aveva uno sguardo severo. Ricordo che la mitica Lonely Planet parlava di una scaletta nascosta (e infatti non l'abbiamo trovata) che portava in alto, all'altezza della testa del Buddha e allora lì e solo lì avremmo potuto vederlo sorridere. Ricordo che girando dietro allo stupa principale, c'era una lunga statua di Buddha disteso. Ricordo che era così grande che non riuscivo a riprenderlo neppure col grandangolo. Ricordo che anche qui la costruzione della stanza intorno alla statua sembrava seguirne le curve del corpo. Ricordo una donna con la faccia smunta e rugosa che chiedeva l'elemosina inginocchiata sull'ingresso, fra il buio dell'interno e la splendida luce del pomeriggio che brillava fuori. Uno dei tanti momenti di silenzio e di pace che certi luoghi sanno regalare.