Visualizzazione post con etichetta Mercati. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mercati. Mostra tutti i post

19 giugno 2008

Il venditore di riso


India, Tamil Nadu, Pondicherry, agosto 2006

Una foto di due anni fa, scattata in uno dei tanti mercati dell'India. Eravamo a Pondicherry, che nel frattempo ha cambiato nome, ma quello nuovo non lo ricordo (pare che cambiare i nomi alle città sia uno sport nazionale in India). Pondicherry è una ex colonia francese affacciata sul mare e questo non lo capisco tanto bene: cosa ci faceva una colonia francese in India, ex colonia Inglese? Si tratta comunque di una cittadina calma e silenziosa, molto ordinata e pulita, altra stranezza per l'India. Proprio a Pondicherry si trova l'Ashram di Aurobindo.
Il mercato, come tutti i mercati, era ricco di voci e colori e merci esposte in abbondanza. Mi colpì l'immagine di quest'uomo, esile e dall'aspetto fragile, quasi sommerso dal peso e dall'ingombro dei sacchi di riso, che paiono non lasciargli neppure lo spazio per muoversi.
Ah! Il barattolo di metallo dentro ad ogni sacco è la misura per vendere il riso!

05 maggio 2008

Vive la France!


Corsica, Calvi, aprile 2008

Sottotitolo.... ma dateci la Nutella!
Sì perchè i negozi di gastronomia francesi sono bellissimi, coloratissimi, pieni di quelle meravigliose insegne dipinte che fanno tanto anni '50 e mettono allegria solo a guardarle, ma poi...


Corsca, calvi, aprile 2008

Mi fermo a guardare quelle enormi piastre per fare le crepes e è proprio lì che scopro che tutto il mondo è un pò italiano...


Corsica, calvi, aprile 2008

15 febbraio 2008

Tenerezza


Myanmar, Yangon, agosto 2007

Ho inserito questa foto qualche giorno fa su Flickr.com, nel mio spazio. Ha avuto un discreto numero di commenti favorevoli, ma quello che mi ha colpito è stato il fatto che molti commenti riguardavano la tenerezza provocata da quel bimbo steso in terra.
Ed in effetti, di sicuro "tenerezza" è una parola corretta, ma non è la sola che mi suscita il vedere quel corpicino steso su panche di legno.
Era l'ultimo giorno della vacanza e stavamo visitando l'ennesimo mercato, cercando cibi particolari o specialità ancora non viste. Era un mercato all'ingrosso di frutta e verdura. All'ultimo piano c'erano anche i fiori. Io ero stanca, e forse per questo vedevo le cose in modo meno positivo del solito. Il bambino era lì, a quell'ultimo piano e il senso di desolazione che mi aveva provocato vederlo non era da me. Dietro di lui le pentole sistemate in fila, come se quella fosse una "casa" e sopra, poco più in là, una specie di impalcatura con delle imbottiture (materassi?), buttati a caso. Sullo sfondo, gli adulti urlavano per l'acquisto delle merci. Lui non sentiva nulla: lui dormiva.

08 settembre 2006

Crowford Market


Bombay (Mumbay), Crowford Market, agosto 2006

Sono stata poche ore a Bombay. Pioveva. Pioveva. Pioveva.... Il monsone non perdonava e non c'era verso di poter visitare la città con la calma che richiede. Così come mi è apparsa, Bombay era grigia. Grigi i muri dei palazzi, grigie le strade, grigi i taxi che le affollavano. Il ricordo più vivo che ho è forse quello di Crowford Market. Non possono certo mancare i colori in un mercato e questo aveva il suo bel fascino.
Progettato da Lockwood Kipling, il padre dello scrittore, era abbellito da fregi e da una fontana colorata, della quale si erano impadroniti i mercanti, che vi esponevano frutta o vi si sdraiavano sopra.


Bombay, Crowford Market, agosto 2006

All'ingresso un signore interamente vestito di bianco, ci spiega che lui è addetto ad accompagnare i visitatori all'interno, per illustrare i luoghi, ma anche per la loro sicurezza. Ci veniva un pò da ridere: l'impressione era quella di un lavoro inventato per racimolare qualche rupia. Aveva pure una bella targa in ottone, con inciso il numero della sua autorizzazione e in ogni caso non aveva alcuna intenzione di mollarci. Ma... come si fa a seguire una guida? Io proprio non ci riesco: devo girare, devo vedere, devo fermarmi se mi incuriosisce qualcosa. E così, mentre lui ci voleva portare a vedere la frutta, il naso ci porta verso il mercato della carne. "No, lì no, c'è molto puzzo!". No??? Allora deve essere interessante!


Bombay, Crowford Market, agosto 2006

Entriamo, ma ormai l'ora è tarda. Il mercato della carne è in chiusura. Ci sono poche persone e i commerci sono chiusi. Il posto comunque è impressionante. Un topo mi passa accanto ad un piede, i corvi volano sotto i tendoni blu messi a copertura e atterrano sui resti mollicci di qualcosa di indefinito. Un gatto, quasi intimidito, cerca di raggiungere un pezzo di carne.
Alcune persone dormono stese un pò dove capita, altre stanno macinando carne con macchinari che paiono di un altro secolo. Penso che debbano essere i senza casta, i reietti, quelli che ogni giorno toccano "la morte", che ne sentono il puzzo.


Bombay, Crowford Market, agosto 2006

Dopo le foto usciamo e la nostra guida si avvicina di nuovo. Si scusa: "Non è perchè non volevo portarvi, ma vedete, io sono Hindu". E questo mi fa stranamente effetto: penso alla religione Hindù come a quella che maggiormente ha confidenza con la morte, quella per cui vita e morte sono parte di una stessa cosa, per cui la morte stessa è solo l'inizio di un nuovo ciclo, di una nuova vita, eppure, i luoghi dove si dà la morte e le persone che la procurano, devono essere tenuti lontano, come se il semplice contatto o la semplice vista con ciò che è impuro potesse contaminare.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails