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07 ottobre 2008

La bellezza non fa rumore


India, Rajasthan, Jaisalmer, agosto 2008

L'India è un vero caos. Mi pare di averlo detto non so più quante volte. Sembra che le persone vivano in maniera accelerata, che occorra una prontezza di riflessi e degli occhi attenti ad ogni cosa, veloci e fulminei. Le sfumature non sono mai irrilevanti, dietro ad ogni minuzia, si può nascondere un universo. Forse per questo, io che sono lenta (non per nulla io sono "il bradipo"), che ogni cosa devo guardarla due volte, che se potessi metterei il rallentatore a tutto, finivo sempre con l'essere frastornata da tutto ciò che avevo intorno. Ci soffrivo un pò, perchè con la mia macchina fotografica avrei sempre voluto fermarmi, sospendere gli attimi, per soppesarli, per farli miei. Invece dovevo scattare in fretta così come veniva, per non perdere quell'irripetibile istante.
Solo ora, davanti allo schermo, riesco a fare silenzio, a guardare ciò che avevo davanti e a guardarlo come fosse sospeso, per farlo entrare piano piano. La luce bianca della strada, il buio fresco dell'interno, il vecchio con le mani rugose, la giacca dorata e il turbante verde, dalle mille volute.

Tu mi dicevi che la verità e la bellezza non fanno rumore
Basta solo lasciarle salire, basta solo lasciarle entrare - Settembre, Cristina Donà

29 settembre 2008

Donne del Rajasthan


India, Jaisalmer, agosto 2008

Si capisce che queste donne mi hanno affascinato con il loro portamento, la loro espressione, il loro modo di presentarsi? Ecco l'ennesima foto, scattata davanti all'ingresso del forte di Jaisalmer. Cercate di immaginare la scena. I bastioni del forte e le torri rotonde, color della sabbia dorata. I palazzi che si ergono dietro, le porte gigantesche sotto le quali passare e queste donne, coloratissime e bellissime, in attesa di turisti, per vendere cavigliere e ninnoli. Macchie di colore rosso e arancione, bagliori di argento e sguardi che trapassano, davanti ai quali devi farti forza per non comprare la cinquecentesima cavigliera.

04 settembre 2008

Sguardi diffidenti


India, Rajasthan, Jaisalmer, agosto 2008

Stavolta non ho nessuna idea da dove cominciare a parlare di questo viaggio. Non che di solito segua un ordine. Anzi, tutto il contrario. Ma stavolta, se è possibile, ancora meno.
E allora oggi, sfogliando le immagini già scaricate sul computer e inserite nelle loro cartelline, due occhi mi hanno chiamato. Non era l'arrivo, non era la partenza, ma un punto in mezzo, uno fra i tanti. Il luogo: Jaisalmer, davanti alla porta di accesso alle mura. Jaisalmer è un luogo poetico, una fila di bastioni color della sabbia del deserto, che si ergono sopra l'unica altura entro chilometri e chilometri di deserto. Palazzi come trine sono racchiusi entro la cinta, tutti color della sabbia. Sembra di poter ancora vedere muoversi lì in mezzo i cavalli bardati e i cavalieri rajput, pronti a combattere. E in quella luce dorata appaiono le donne con i colori di tutto l'arcobaleno. Vendono bracciali e cavigliere e aspettano solo i turisti, lo so. Ma sono belle. Mentre fotografo la madre, appare la figlia, che suona qualcosa, quello strano strumento che ha nella bocca. Ma che occhi, che sguardo torvo, che bellezza nel suo gesto.

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