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19 ottobre 2007

Quando i monaci passeggiavano a U'Bein


Myanmar, Amarapura, ponte di U'Bein,agosto 2007

Solo un paio di mesi fa i monaci birmani con le loro vesti rosse coloravano ogni strada ed erano immancabili in qualunque posto fosse anche solo un pò rappresentativo del Paese. Il ponte di U'Bein, ad Amarapura, antica capitale, vicino alla città di Mandalay era uno di qui posti. Una delle imagini più belle della Birmania è proprio quella del profilo del ponte al tramonto, con i monaci che lo attraversano.
I monaci in Myanmar sono circa 400.000, pari al numero dei soldati dell'esercito birmano. Durante la repressione delle proteste i soldati hanno fatto raid notturni nei monasteri. Adesso i monaci sono spariti ovunque. Si legge nelle poche notizie che filtrano, che le lunghe processioni mattutine per l'elemosina del riso sono ridotte a pochi monaci, laddove, solo un paio di mesi fa, migliaia di piedi scalzi si incolonnavano per le strade di ogni città alla prima luce del sole.
E i raid continuano ancora.

27 settembre 2007

La marcia dei monaci rossi


Myanmar (Birmania), Amarapura, agosto 2007

Le notizie dalla Birmania mi colpiscono come un pugno allo stomaco. Nei visi che appaiono sulle foto dei giornali cerco di capire se ci sono persone che ho conosciuto: il tassista che ci portava in giro per quei viali, fra la Sule e la Shwedagon, o il monaco Agga che ci aveva mostrato i colori del diamante della Shwedagon, oppure quei bimbi con la testa rapata e i vestiti rossi, monaci, ma pur sempre bimbi.
Leggo le notizie sul sito del giornale The Irrawaddy (www.irrawaddy.org) che sono molto più aggiornate delle nostre e mi sgomento a vedere posti che riconosco benissimo macchiati di sangue. Il nostro Hotel a Yangon era davanti alla pagoda Sule, quella dove sono avvenute le prime uccisioni.
Guardo le file dei monaci e la gente che fa loro da scudo e il loro coraggio mi ammutolisce. Vorrei, con tutta la mia forza, vorrei che stavolta vincessero, che la carneficina finisse e loro fossero finalmente fuori pericolo e liberi.

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