03 maggio 2009

Legami e ricordi


Firenze, Papavero, maggio 2009

La mia nonna aveva una passione per i fiori. Quando ancora abitava in città, in un palazzo anonimo, davanti alla sua bottega, il suo piccolo terrazzo era l'unica macchia di colore in tutta la strada. Riusciva a farci entrare di tutto in quei due miseri metri quadri di spazio e tutto fioriva abbondantemente.
Quando i miei nonni lasciarono la bottega, vennero a vivere con noi, in un piccolo appartamento accanto al nostro, ma con un grandissimo giardino intorno. Fu allora che mia nonna si espresse al meglio. Sotto le sue cure fiorivano e crescevano le più belle azalee e i più rigogliosi rododendri. I vasi erano sempre colmi di fiori variopinti e le rose fiorivano da maggio ad ottobre. Aveva un suo spazio per le piante malate, dove le curava, dove seminava in piccoli vasetti, dove metteva le talee a fare le radici. C'erano sempre bottigliette di vetro scuro con dentro rametti di oleandro, messi nell'acqua a radicare; e le camelie, che amavano l'ombra, lì erano accudite.
Non c'era ora del giorno che non la potessi trovare a staccare le foglie secche, estirpare le erbacce, eliminare i fiori appassiti.
E seguendo lei ho imparato i nomi delle piante, a contare i nodi dei rami per trovare il punto in cui vanno potati, a distinguere la terra giusta per questa o quel tipo di pianta.


Firenze, mostra dei fiori, papavero in boccio, maggio 2009

Quando ero piccola, lei mi portava tutti gli anni alla mostra dei fiori che si tiene a Firenze dal 25 aprile al 1 di maggio. Un tempo era tenuta in piazza della Signoria e ricordo ancora che mi faceva scegliere ogni anno una pianta tutta per me. Una volta scelsi un'azalea rosa e bianca, poi venne il turno della rosa nera, della margherita, del rododendro color crema.
Poi crebbi e lei imbiancò. Fu così che le parti si invertirono ed ero io a portarla alla mostra, che nel frattempo si era spostata in P.zza SS. Annunziata, e poi al Parterre. Per lei era una festa, più grande che il Natale.
In seguito, non ho mai smesso di andarci, neanche quando lei non è più potuta venire. E poi ci ha lasciato.
Solo il trasferimento a Camogli mi ha infine impedito quell'appuntamento, ma provavo una punta di nostalgia ogni anno, quando arrivava il 25 aprile.
Quest'anno, per una fortunata coincidenza, sono potuta tornare. Ormai la mostra si tiene ai giardini dell'Orticultura da diversi anni, in un un parco bellissimo. Girare di nuovo tra quei petali, quei colori, quei profumi, mi ha emozionato più di quanto potessi pensare. Mi sentivo felice, come da bambina, accanto a lei.


Firenze, mostra dei Fiori, maggio 2009

6 commenti:

Raj ha detto...

Ma che belli i fiori.
Primavera!!! :-)

Cesare ha detto...

Ciao,
le tue foto sono sempre splendide , fortunato colui che ha avuto un saggio nonno a fargli da guida nelle cose semplici e belle della vita.

F.V. ha detto...

Anche mia mamma ha una passione per i fiori, e anche la fortuna di avere un giardino abbastanza grande per coltivarli. La cosa più bella nel vedere dei bei fiori è immaginare l'impegno e la cura di chi li accompagnati fin da quando erano solo dei semini...

Luisa ha detto...

grazie Raj. Sì, pare proprio che finalmente la primavera sia scoppiata.
Grazie anche a voi Cesare e F.V.
Le piante richiedono una cura davvero costante che solo chi ha una grande passione riesce a dare.

ishin ha detto...

Riprendere contatto con le cose vere dela vita, stare nell'esperienza, prendersi cura farebbe bene a tutti noi...dovremmo tutti prendere esempio dalla tua nonna!

Roberto Montanari ha detto...

Sono finito per caso sul tuo post con splendide foto, e ricordi ancora più belli.
Anche per me l'amore per i fiori è legato ad una persona cara; quanto cara, l'ho capito da poco tempo.
Ma il titolo del post ("Legami e ricordi") mi ha portato una riflessione che vorrei condividere.
Un legame è un impedimento. Riduce lo spazio delle possibilità.
Un ricordo è la traslazione nel tempo di una emozione.
La permanenza delle emozioni, ci riporta in un binario; in questo caso, nel binario della Natura.
Credo che sia per questo che il tuo post lascia un piacevole senso di "giustezza".

Dai, scrivi ancora

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